ORNELLA MARIANI

De Méricourt Anne Josèphe Théroigne

di Ornella Mariani

Anne Josèphe Théroigne de Méricourt

Fu Politica, Rivoluzionaria e Femminista.

Figlia di Pierre Terwagne di Xhoris e di Élisabeth Lahaye, era nata a Marcourt, nel Principato di Liège, il 13 agosto del 1762.

Morì a Parigi il 23 giugno del 1817 nell’ospedale de la Salpêtrière.

Detta Lambertine, orfana della madre a cinque anni, era cresciuta in un convento e solo a dodici anni era tornata presso il padre, nel frattempo risposatosi.

L’anno successivo, per i pessimi rapporti con la matrigna, scappò di casa rifugiandosi a Sougné- Remouchamps, presso una famiglia di Terrieri ove svolse le mansioni di serva fino a quattordici anni, quando si trasferì a Parigi, preceduta da una pessima reputazione.

A diciassette anni fu notata da una Signora di origine inglese: Madame Colbert, che ne fece la propria dama di compagnia.

Dopo aver vissuto anche a Londra, ove tentò la carriera di Chanteuse e fu sedotta da un Ufficiale inglese e dopo essersi data a numerose avventure, fra cui quella turbolenta con il Marchese Doublet de Persan che si rovinò per lei, si recò a Napoli in compagnia di un eunuco italiano e vi apprese che Luigi XVI aveva convocato gli Stati Generali.

Rientrata in Francia l’11 maggio del 1789, partecipò alla Presa della Bastiglia e cominciò a battersi per i diritti delle Donne.

Il 5 ottobre di quell’anno, armata di sciabola e pistola, capeggiò il corteo di protesta contro l’aumento dei prezzi e la scarsità di pane.

Si trattò di uno dei primi e più significativi eventi della Rivoluzione: la contestazione si saldò alle attività dei Rivoluzionari esigenti riforme liberali e l’instaurazione di una Monarchia costituzionale.

In quella occasione, la folla saccheggiò l’Armeria e marciò sul Palazzo reale di Versailles ove riuscì, a margine di uno scontro drammatico e violento, a sottoporre le proprie richieste all’attenzione di Luigi XVI obbligandolo, con la famiglia e con l’Assemblea Nazionale Costituente, a tornare a Parigi.

In quella occasione Anne, che era modella di Eugène Delacroix per il quadro La libertà che guida il Popolo, presentò le rivendicazioni popolari alla Regina Maria Antonietta trattandola con profondo disprezzo.

Vestita da Cavallerizza e nota ormai in Francia col soprannome di Furia della Gironda, in Rue du Boulay aprì un salotto accogliendovi Desmoulins, Pétion, Brissot e vari ammiratori ed innamorati, tentando di fondare una associazione femminile prima di entrare nel Club dei Cordiglieri con i quali fu protagonista degli assalti alle Tuileries.

Considerata stravagante e definita Amazzone della libertà, manifestò l’intenzione di formare un Corpo militare femminile assumendo … è tempo che le donne contrastino la vergognosa incompetenza in cui l'ignoranza, l'orgoglio e l'ingiustizia maschili le ha per così lungo tempo tenute prigioniere

Al pari di Olympe de Gouges, fu contigua ai Girondini riscuotendo l’ostilità di Marat e dei suoi sodali.

Alla fine del 1790, fu accusata di aver preso parte agli eccessi del 5 e 6 ottobre a Versailles: ridicolizzata dalla Stampa e dalla Pubblica Opinione, tornò al suo paese di origine ove fu arrestata nella notte fra il 15 e 16 febbraio del 1791 da Funzionari del Governo austriaco.

Deportata nella fortezza tirolese di Kufstein col falso nome di Lady Theobald, fu sottoposta per settimane a duri interrogatori dalla Polizia del Cancelliere Kaunitz, per sospetto complotto contro i Paesi Bassi, e rilasciata dopo soli nove pesanti mesi.

La detenzione politica la rese ancor più popolare a Parigi, ove rientrò in dicembre del 1791: il 26 gennaio successivo fece un solenne ingresso nella sede giacobina, per poi schierarsi con Brissot e prendere posizione sia contro la Monarchia che contro la Borghesia, accusata di tenere le donne segregate ed emarginate dalla vita pubblica.

Tali dichiarazioni, comunque ispirate alla moderazione e rese a margine della vittoria dei Montagnardi sui Girondini, la resero invisa ai seguaci di Marat e sgradita all’intero fronte rivoluzionario, che non gradì l’iniziativa della primavera del 1792 quando ella tentò di creare una Falange di Amazzoni.

Il 10 agosto di quell’anno, Anne partecipò attivamente all’invasione delle Tuileries ma il 13 maggio del 1793, la sua vita pubblica cessò: aggredita da un gruppo di Giacobine, fu denudata e frustata proprio in quei giardini, finchè l’intervento dello stesso Marat non la sottrasse all’umiliazione.

Il degradante birching; la certezza del fallimento della Rivoluzione e il timore di essere ghigliottinata le sconvolsero la mente, al punto da dover trascorrere un lungo periodo in un manicomio.

Suo fratello la fece poi internare definitivamente nel 1797 ed Anne restò rinchiusa per ben ventitré anni e sottoposta alle cure dell’Alienista Philippe Pinel.

La sua vicenda ispirò Charles Baudelaire ne I Fiori del Male,  Philippe Séguy nel romanzo Et embrasser la liberté sur la bouche e il Compositore fiammingo Auguste de Boeck nell’opera Théroigne de Méricourt

Bibliografia

  • P. Hervieu: Théroigne de Méricourt
  • G. A. Henri de Reiset: La Vraie Théroigne de Méricourt
  • E. Roudinesco: Théroigne de Méricourt: Une femme mélancolique sous la Révolution
  • C. Marciano-Jacob: Théroigne de Méricourt ou la femme écrasée