ORNELLA MARIANI

DELLA ROVERE

di Ornella Mariani

Casata prestigiosa che, proveniente da Savona e forse legata alla omonima Famiglia torinese dei Conti di Vinovo, ebbe come stemma iniziale la quercia dorata cui aggiunse, quando saldò le proprie vicende al Ducato di Urbino ed allo Stato della Chiesa, l’alloro dei Montefeltro.

Ebbe come primo Personaggio di rilievo quel Francesco che, nato nel 1414 e morto nel 1484, fu Papa nel 1471 col nome di Sisto IV e dispensò ai Familiari importanti cariche ecclesiastiche e civili: dal 1508 i Della Rovere amministrarono il Ducato di Urbino e nel 1513 di Pesaro imparentandosi con i Montefeltro.

Privo di prole maschia, infatti, il Duca Guidobaldo da Montefeltro designò alla successione Francesco Maria I, figlio della Sorella Giovanna sposata al Signore di Senigallia Giovanni della Rovere, così avviando la linea dinastica dei Montefeltro- Della Rovere, estinta nel 1631.

Alla morte dell’ultimo Duca, il patrimonio: tranne la realtà statuale che nel 1694 fu annessa alla Chiesa, fu ereditato dalla Nipote Granduchessa Vittoria di Toscana.

Nel 1625, su insistenza di Urbano VIII, Francesco Maria II cedette il Ducato ad un Legato ecclesiale e i beni della Casata furono trasferiti a Firenze, per effetto del matrimonio di Vittoria della Rovere con Ferdinando II de’ Medici: dal connubio nacquero il Granduca Giangastone e Anna Maria Luisa.

Lucrezia, Sorella dell'ultima Duchessa Livia, Figlie di Ippolito e di Isabella Vitelli, sposò nel 1609 il pisano Marcantonio Lante, Marchese di San Lorenzo in Campo e dalla unione derivò il ramo Lante –Montefeltro- della Rovere.

In onore di Sisto IV si era voluta la Cappella Sistina, poi affrescata su ordine del Nipote Giulio II, da Perugino; Michelangelo; Botticelli; Ghirlandaio; Pinturicchio Signorelli.

In definitiva, la Famiglia assunse ruolo pubblico e ricchezze e prestigio nel XV secolo, quando il potere papale le conferì rilievo attraverso anche nozze strategiche.

Fra i Personaggi di spicco: il Nipote Bartolomeo che, Figlio del Fratello Leonardo, s'imparentò con Ferrante d'Aragona sposandone una figlia naturale e ricevendone nel 1472 in feudo il Ducato di Sora poi trasmesso alla sua morte al Cugino Giovanni; Giuliano, ancora un Bartolomeo e Giovanni, Figli del Fratello Raffaele, rispettivamente Cardinale e poi Papa col nome di Giulio II.

Imparentatisi con i Montefeltro di Urbino, furono ai vertici della Politica italiana attraverso Francesco Maria, succeduto nel 1508 allo zio Guidobaldo I.

La sua Signoria durò fino al 1631, quando Urbano VIII ottenne, per effetto del suo decesso, la devoluzione del patrimonio alla Chiesa.

La famiglia s'estinse nel 1696, con la morte di Vittoria.

 

Francesco Maria

Celeberrimo Condottiero rinascimentale, servì vari Stati italiani.

Nel 1505 sposò Eleonora Gonzaga, Figlia del Marchese di Mantova e di Isabella d’Este, e dopo un breve esilio nel cui perdurare il potere passò a Lorenzino de’ Medici, nel 1523 rientrò in possesso del Ducato la cui capitale, nel frattempo, era stata spostata a Pesaro.

Nato a Senigallia il 25 marzo del 1490 e spentovisi il 20 ottobre del 1538; Duca di Urbino e Sora; Figlio di Giovanni Signore di Senigallia e Capitano Generale della Chiesa e di Giovanna, a sua volta Figlia di Federico da Montefeltro, fu educato ed istruito dall’Umanista Ludovico Odasio.

Lo Zio materno Guidobaldo, lo volle a Corte urbinate e nel 1504, dopo averlo adottato, lo dichiarò Erede: i Della Rovere avevano già perduto da due anni Senigallia, occupata da Cesare Borgia che padroneggiava sul territorio.

Quando, nel 1508, Guidobaldo si spense e si estinse la linea dei Montefeltro, Francesco divenne Duca di Urbino e, in virtù dell’appoggio dello Zio Giulio II, recuperò il controllo di Senigallia.

Nel 1509, sempre per investitura papale, assunse il titolo che era stato di suo Padre: Capitano Generale della Chiesa, distinguendosi nel conflitto di Ferrara contro Venezia.

Nel 1512, deceduto senza successione diretta il Signore di Pesaro Costanzo II Sforza, Egli ne fu infeudato ma, di lì a poco, mancato Giulio II ed asceso al soglio Leone X, la sua forza contrattuale si indebolì fino alla perdita di Urbino, ceduta nel 1517 a Lorenzo de’ Medici e riconquistata solo nel 1521.

Dopo le campagne lombarde fra il 1523 e il 1525, il potere di Francesco si appannò ulteriormente e, a parere di molti Storici, la circostanza favorì l'invasione dei Lanzichenecchi di Carlo V, contrastati dal solo Giovanni dalle Bande Nere.

La loro calata ebbe come conseguenza prima la caduta di Milano nel settembre del 1526 e poi il Sacco di Roma del 1527.

Fra le ultime grandi imprese di Francesco spiccano la presa di Pavia della fine degli anni ’20 e il sodalizio con Venezia.

A Verona nel 1527, nel ruolo di Governatore generale delle Milizie venete, Egli fece costruire il Bastione delle Maddalene, erroneamente attribuito a Michele Sanmicheli.

Per consolidare il controllo delle Marche, infine, volle le nozze del Figlio Guidobaldo II con Giulia di Varano.

Negli ultimo anni di vita, Francesco accrebbe il prestigio della propria Corte proponendosi Mecenate e migliorando le fortificazione del Ducato.

Nel 1538 gli successe il Figlio Guidobaldo II e del suo probabile avvelenamento fu accusato il Barbiere Pier Antonio da Sermide, mentre furono scagionati dall’accusa Aloisio Gonzaga e Cesare Fregoso.

Il Duca lasciò Eredi Guidobaldo, 1514/1574; Ippolita, 1529/1563; Elisabetta, 1529/1561; Giulio Feltrio, 1533/1578.

Due suoi ritratti, alloggiati nella Galleria degli Uffizi, ne testimoniano la fama: il primo, che lo ritrae in armatura, fu firmato da Tiziano; il secondo è attribuito a Raffaello.

Altrettanto celebre è l’opera di Carpaccio che lo rappresenta nelle vesti e col titolo di Giovane Cavaliere.

Una sua statua, realizzata nel 1587 da Giovanni Bandini, occupa il cortile del Palazzo ducale di Venezia, alla quale fu donato da Francesco Maria II nel 1624.

Condottiero di sicuro talento, nel 1548 Egli sposò in seconde nozze Vittoria Farnese dalla quale ebbe Francesco Maria II e saldò il proprio nome alla costruzione, nel Palazzo Ducale di Urbino, del cosiddetto appartamento roveresco consistente della sopraelevazione delle terrazze quattrocentesche.

Il suo Successore: Francesco Maria II frequentò la corte spagnola e ascese alla Signoria nel 1574. Vedovo di Lucrezia d’Este dalla quale non ebbe prole, impalmò la giovanissima Livia Feltria della Rovere che, finalmente, nel 1605 gli dette l’agognato Federico Ubaldo detto Federichino ed al quale donò, all’atto della nascita, uno smeraldo orientale ed un amuleto contro il malocchio.

Il Bambino visse tra le dimore ducali di Pesaro, Urbino, Gubbio e Casteldurante e, all’età di sei anni, fu fidanzato a Claudia de’ Medici, Figlia di Ferdinando I e di Cristina di Lorena e le nozze furono officiate a Firenze il 29 aprile del 1621 nella cappella della villa medicea del Poggio imperiale.

Il successivo 3 novembre, Francesco Maria II decise di abdicare e ritirarsi nella prediletta residenza di Casteldurante lasciando l'amministrazione ducale al Figlio che, il 7 febbraio del 1622, divenne Padre di Vittoria, ultima dei Della Rovere e Granduchessa Consorte di Toscana quale Sposa di Ferdinando II de’ Medici.

Politicamente immaturo, Federichino si circondò di Personaggi squalificati e tesi ad esacerbare le sue relazioni col Genitore e si spinse ad affidare le proprie funzioni al disonesto fiorentino Luigi Vettori, dedicandosi ad una serie di censurabili dissolutezze che procurarono disagio e sofferenza alla intera Famiglia.

Egli si spense diciottenne, il 28 giugno del 1623 ad Urbino per una crisi epilettica dopo avere assistito a uno spettacolo teatrale assieme all’Amante Argentina e dopo essersi ubriacato: tuttavia furono avanzate ipotesi di avvelenamento e di soffocamento.

La sua scomparsa fu un duro colpo terribile per i Familiari e per il Popolo, consapevole del futuro accorpamento del Ducato alla Chiesa: la piccola Vittoria avrebbe ereditato il patrimonio mobiliare e immobiliare ma, in quanto Femmina, era esclusa dalla successione.

Francesco Maria fu, dunque, costretto a riprendere il governo ducale e ad assistere nella più ineludibile impotenza all'estinzione della famiglia e dello Stato.

Il 2 luglio del 1623 la salma di Federichino fu inumata nella cripta della cappella del Crocifisso nel Duomo di Urbino. La Vedova Claudia de' Medici, rientrata a Firenze, nel 1626 passò a nozze col Conte del Tirolo Leopoldo V d’Austria, Fratello dell'Imperatore Ferdinando II.

Il vecchio Duca si spense il 18 aprile del 1631 e nella successiva estate il Cardinale legato Antonio Barberini, in nome e per conto di Urbano VII, prese possesso del Ducato e vi si insediò.