ORNELLA MARIANI

Cassiodoro

di Ornella Mariani

Cassiodoro

Il Senatore Flavio Magno Aurelio Cassiodoro nacque forse a Scolacium verso il 485 e vi si spense intorno il 580.

Politico, Letterato, Storico, Ministro e Consigliere del Regno romano /ostrogoto per i Re Teodorico, Atalarico, Teodato e Vitige, propugnò la conciliabilità di fede e ragione e istituì una università a modello di quelle di Alessandria e Neocesarea-Nisibi, interpretandovi la Bibbia sul modello della tradizione patristica; riassumendovi Teologica, Grammatica e Storia; sostenendovi l’incontro fra cultura classica e cultura medievale; riconoscendo alla Matematica un valore dottrinale assoluto; indicando in Omero, Virgilio, Demostene e Cicerone le più alte espressioni della Poesia e dell’Oratoria.

Percorsa una prestigiosa carriera, al termine della Guerra Gotica si stabilì a Squillace e vi fondò il Monastero di Vivario e l’annessa biblioteca.

Dall’opera Variae, apprendiamo che la sua era una delle più apprezzate famiglie siriane dei Bruttii; che il nome affondò radice nella memoria di un luogo di culto dedicato a Zeus in prossimità di Antiochia; che era imparentato con i Simmachi e con gli Anicii, cui apparteneva anche Boezio.

Da una sua lettera scritta per Teodorico, invece, si deducono notizie più dettagliate dei genitori e di un parente di nome Heliodorus, Prefetto a Costantinopoli: è certo che il bisnonno e il nonno fossero rispettivamente Vir Illustris e Diplomatico sotto Valentiniano III.

Da alcune altre sue missive, inoltre, si apprende che il padre ricoprì il ruolo di Comes Rerum Privatarum e poi di Comes Sacrarum Largitionum nel governo di Odoacre; di Funzionario d'Amministrazione; di Governatore teodoriciano della Sicilia e, fino al 507, anche della Calabria. Tuttavia, se non è certo il luogo di nascita di Cassiodoro, è fondato ritenere che fosse presto avviato alla carriera pubblica; che fosse prima Consiliarius e poi Quaestor Sacri Palatii grazie al Panegirico composto per Teodorico; che fosse investito del Governatorato di Lucania e Bruttii, come si desume da documento indirizzato al Cancellarius Vitaliano; che nel 514 fosse designato Console.

S’ignorano elementi relativi ai dieci anni successivi, a parte la pubblicazione della Chronica del 519. E’ provato, però, che nel 523 fosse chiamato all’ incarico prestigioso di Magister Officiorum del Palazzo, subentrando a Boezio e così divenendo Capo dell'Amministrazione Pubblica, degli Officia e delle Scholae Palatinae.

Morto Teodorico, nel 526 egli fu Ministro di Amalasunta durante la reggenza del minore Atalarico: fu forse allora, che la potenza di Cassiodoro si appannò per poi riaffermarsi quando, nel 533, gli fu conferito dallo stesso Sovrano il titolo di Prefetto del Pretorio per l’Italia. La morte precoce di costui, tuttavia, e la manifesta ostilità di Giustiniano nei confronti degli Ostrogoti segnarono una battuta d’arresto sciolta solo nel 535, quando i Re Teodato e Vitige gli confermarono il ruolo fino a tutto il 537.

In quell’anno, Cassiodoro si ritirò a vita privata: ancora nelle Variae, sono raccolte le ultime lettere scritte per la Corona, ma la conclusione della sua vicenda privata e pubblica viene taciuta.

E’ noto solo che, a fronte dell'avanzata bizantina, si ritirasse a Ravenna e che nel 540 la città fosse conquistata dagli Imperiali.

Da quel momento e per dieci anni non si hanno tracce: si trasferì a Squillace o soggiornò ancora a Ravenna?

Di fatto, lo si ritrova nel 550 al seguito di Papa Vigilio a Costantinopoli ed è ipotizzabile che, a fine guerra, verso il 554, nella cornice degli eventi che facilitarono l’invasione longobarda, pur restando fedele all’Imperatore, stanco del clima di violenza diffusa abbandonasse la politica e fondasse il Vivarium realizzandovi una fusione fra l’ideale contemplativo classico e quello cristiano della preghiera operosa.

Anche di questa periodo si conosce poco, ma si può ritenere che non avesse moglie né prole. E’ fondato, invece, credere che al Vivarium trascorresse il resto del suo tempo, dedicandosi allo studio e alla scrittura di opere didattiche per il Clero: vi pose in essere, infatti, uno Scriptorium per la raccolta e riproduzione di manoscritti, facendone modello per i Monasteri medievali.

E’ altresì sicuro che, intorno ai novant'anni, componesse il De ortographia, utile alla corretta trascrizione degli Autori antichi.

Il pensiero e l’esperienza di Vivarium

Consapevole della necessità di salvare il patrimonio culturale imperiale, Cassiodoro collaborò con i Popoli nuovi che avevano superato i confini dell’ Impero e, formatosi su Girolamo e Agostino, si propose Uomo/sintesi della tradizione romano/cristiana e della Cultura gotica, certo della provvidenzialità del Movimento monastico cui dedicò le proprie ricchezze materiali e le proprie tensioni spirituali dedicandosi a studi filosofici, teologici ed esegetici.

L'obiettivo cruciale al suo progetto, in risposta occidentale al Monachesimo orientale, alla insicurezza del momento politico e al malessere delle genti italiane, in linea con l’attività benedettina risiedette nell’accreditare il Regno di una conduzione fondata sulla paritaria collaborazione tra Corona e ceto senatoriale, così legittimando il Re nei confronti dell'Impero e ponendolo in una posizione di prestigioso primato rispetto agli altri Sovrani barbari.

Tale visione non era legata al concetto di ecumenicità imperiale, ma al conseguimento di autonomia dell’Italia romano/ostrogota rispetto alla Corte di Costantinopoli e di egemonia rispetto alle altre realtà statuali, ruotando intorno alla visione di civilitas e in essa ponendo l’osservanza delle Leggi e della Romanità quanto la coesistenza sociale, giuridica ed economica di Romani e Stranieri: il Regno goto avrebbe dovuto farsene garante, in omaggio all’otiosa tranquillitas in grado di produrre armonia tra prescrizioni divine e tradizione imperiale romana ispirata a Traiano. Tuttavia, col governo di Amalasunta e Teodato il principale modulo di riferimento fu quello dell' Imperatore/Filosofo: un ideale etico/politico imbevuta di neoplatonismo.

La data di fondazione di Vivarium è incerta, pur se collocata nel 554, in coincidenza col ritorno di Cassiodoro da Costantinopoli: è probabile che una prima bozza fosse già stata concepita, ma l’ipotesi non è suffragata da Fonti poiché le Variae erano state già pubblicate e nessun’altra opera ne trattò. Malgrado si colga negli ultimi scritti un netto avvicinamento al Cristianesimo,  il convento nacque sull’impegno di copiatura, conservazione e studio dei volumi classici e della Patristica occidentale. La sua peculiarità fu, pertanto, lo Scriptorium; sono, invece, ignote le forme della organizzazione monastico/ religiosa: si ritiene che la Regula magistri, su cui fonda la Regola benedettina, sia proprio opera di Cassiodoro; ma la tesi è smentita da citazioni contenute nelle Institutiones, rivelanti le abitudini conventuali come inquadrate nelle comuni regole coeve e, in alcuni passaggi, indicanti lo stato laico di Cassiodoro, forse collegato dall’esterno al Cenobio.

Il nucleo di Vivarium era la Biblioteca; il nome era mutuato da una serie di vivai ittici deputati a simboleggiare il concetto di Cristo come Ichthys. L’edificio, nel quale si condussero anche studi di Medicina, sorse nella contrada San Martino di Copanello, nei pressi del fiume Alessi: nell’area fu rinvenuto un sarcofago del VI secolo, associato a graffiti devozionali e reputato sito di sepoltura dello stesso Cassiodoro.

Quanto ai Monaci: quelli non idonei ai servizi strettamente culturali, erano impegnati nella cura di orti e campi, mentre gli Istruiti si occupavano dell’ analisi delle Sacre Scritture e delle Sette Arti Liberali ed erano divisi in Notarii, Rilegatori e Traduttori. Da essi, egli volle tre diverse edizioni della Bibbia e seguì personalmente la ricopiatura di altri testi legati alla Cristianità, a partire da quelli ritenuti profani: le Antiquitates di Giuseppe Flavio e l’Historia tripartita. Altri scritti, legati alla fase teodoriciania, sono le Laudes, la Chronica e l'Historia Gothorum. Della prima si hanno solo due frammenti; della terza una epitome; la seconda, invece, narra dei poteri temporali, dai Re assiri ai Consoli del Tardo Impero, visitando l’intera storia romana e citando come Fonti Eusebio, Gerolamo, Livio, Aufidio Basso, Prospero d’Aquitania.

Restano, poi, datati fra il 522 e il 538 e riferiti a notizie familiari, frammenti dell'Ordo generis Cassiodororum. Su tutte le opere dominano le Variae: raccolta di documenti ufficiali elaborati tra il 537 e il 540 e il De Anima, estraneo a interessi politici e fondato su temi di Spiritualità. In ambito religioso, invece, spicca il commento ai Salmi intitolato Expositio Psalmorum. Nel periodo del Vivarium si collocano, infine, le Institutiones e il De ortographia, scritta quando Cassiodoro aveva circa novant'anni.

Bibliografia

  • F. Cardini: Cassiodoro il Grande. Roma, i barbari e il monachesimo
  • A. Giardina: Cassiodoro politico
  • M. Vitiello: Il principe, il filosofo, il guerriero: lineamenti di pensiero politico nell'Italia ostrogota